Ci sono gesti che non hanno bisogno di spiegazioni. Eppure si trascorre un'intera vita a cercare di capirli.
Abbracciare è tra questi. Una parola semplice, quasi troppo semplice per ciò che contiene. Un gesto che l'umanità pratica da quando esiste, che ha tentato di proibire, codificare, dipingere, cantare, senza mai esaurirlo davvero. Da 1969, crediamo che l'amore sia un'arte. E ogni arte merita di essere compresa prima di essere vissuta pienamente.

Baciare: cosa nasconde davvero questa parola?
La parola viene dal latino bracchium, il braccio. Abbracciare, è prima di tutto avvolgere, contenere, proteggere. Ancor prima che le labbra si sfiorino, il corpo ha già detto tutto.
I Romani, invece, si rifiutavano di mettere tutto nella stessa parola. Distinguevano l'osculum, il bacio sociale posato sulla guancia di un amico, il basium, più tenero, riservato a coloro che si amano davvero, e la sauvium, quel bacio erotico e appassionato che ci si scambia quando le parole non bastano più. Tre parole per tre intenzioni, tre modi diversi di dire sono qui, tu conti, ti desidero. Avevano capito prima di noi che ogni bacio è una lingua a sé.
Anche la Chiesa ha sentito questa potenza, a modo suo. Nel 397, durante il Concilio di Cartagine, le autorità religiose hanno ritenuto necessario vietare il bacio tra uomini e donne. Non si proibisce ciò che è insignificante. Questo divieto dice, suo malgrado, tutto ciò che questo gesto ha sempre portato con sé.
E voi, come la sentite, questa parola?
Quando dite "lo bacerò", pensate alle vostre labbra, alle vostre braccia, al vostro corpo che si volta interamente verso l'altro?
Perché è esattamente questo. Un bacio inizia molto prima del contatto. Inizia nell'intenzione.
Perché un bacio ha così tanto effetto
La scienza ha impiegato tempo a interessarsi seriamente al bacio. E quando lo ha fatto, ha scoperto qualcosa di abbastanza vertiginoso. Nel momento in cui le vostre labbra toccano quelle dell'altro, il vostro cervello innesca una cascata di dopamina, ossitocina e serotonina. Le stesse molecole che entrano in gioco nell'dipendenza. Non c'è da stupirsi che si torni sempre.
L'antropologo Vaughn Bryant Jr., professore alla Texas A&M University, ha proposto un'ipotesi che non smette di toccarci: il bacio troverebbe la sua origine nell'olfatto. Prima che le labbra si sfiorino, i nostri antenati si annusavano istintivamente, cercando nell'odore dell'altro una compatibilità che le parole non saprebbero formulare. Questo sniff kiss, praticato ancora oggi in alcune culture del Sud-Est asiatico, sarebbe il vestigio più onesto di ciò che il bacio è sempre stato: un modo di riconoscere l'altro, profondamente, senza inganni.
Ma ciò che la scienza non dice è che questa chimica non si attiva allo stesso modo a seconda della qualità del bacio. Un bacio meccanico, distratto, affrettato, non scatena granché. È la presenza totale che fa la differenza. Essere presenti, davvero presenti, senza pensare a ciò che si dirà dopo, senza monitorare la propria performance. Il bacio migliore è quello che si dà dimenticando di essere osservati.
C'è anche qualcosa che pochi sanno. Il bacio è uno dei rari momenti in cui tutti i sensi si attivano simultaneamente. Il gusto, l'olfatto, il tatto, l'udito a volte, la vista che si appanna. Ecco perché è così difficile dimenticarlo. Si imprime nella memoria sensoriale, quella che non mente mai.
Il primo bacio: perché lo ricordiamo sempre
Ci sono prime volte che si dimenticano. Il primo bacio, mai. Le neuroscienze lo hanno confermato: il nostro cervello immagazzina le esperienze emotivamente intense con una precisione straordinaria. L'amigdala, questa piccola struttura cerebrale, rafforza la registrazione dei ricordi carichi di emozione, il che spiega perché il vostro primo bacio rimane impresso nella memoria con tale chiarezza.
Rousseau ne parlava come di una vertigine. Nelle sue Confessioni, descrive il primo bacio scambiato con la signora de Warens con una precisione che attraversa i secoli. Non perché fosse perfetto, ma perché era vero. Il primo bacio non ha bisogno di essere tecnico. Ha bisogno di essere sincero.
Ciò che molti ignorano è che il primo bacio è anche un test biologico. Senza saperlo, si analizza la compatibilità genetica dell'altro attraverso i suoi feromoni. Studi hanno dimostrato che le donne, in particolare, valutano inconsciamente il sistema immunitario del loro potenziale partner durante un bacio. La natura è più romantica di quanto si creda.
Quindi se il vostro primo bacio con qualcuno non è andato come previsto, sappiate che non è quasi mai una questione di tecnica. È una questione di tempismo, di fiducia, e a volte semplicemente dell'altro. Certi baci hanno bisogno di tempo per trovare il loro ritmo. Ed è lì che tutto diventa interessante.

French Kiss: l'arte del bacio che non si improvvisa davvero
Il french kiss ha cattiva reputazione presso coloro che l'hanno vissuto male. Troppa lingua, poca dolcezza, un ritmo che non corrisponde a nulla. Eppure, ben eseguito, è uno dei gesti più intimi che esistano tra due persone.
La regola d'oro è non fare mai ciò che l'altro non ha ancora fatto. Seguite, aspettate l'invito prima di proporvi. La lingua non è un'intrusione, è una domanda. E come ogni buona domanda, merita di essere posta al momento giusto, con delicatezza. Iniziate con un bacio chiuso, lasciate che le vostre labbra si familiarizzino. Se l'altro si apre, apritevi anche voi. Se l'altro rallenta, rallentate.
Variare le intensità è forse il segreto meglio custodito dei buoni baciatori. Alternare un bacio lento e profondo con un bacio breve e leggero crea una tensione dolce che rende l'altro incapace di pensare ad altro. È ciò che i Giapponesi chiamano il ma, l'arte dello spazio tra le cose, che dà a ogni gesto tutto il suo rilievo.
Le mani hanno anch'esse un ruolo da svolgere. Un viso tenuto tra i palmi, una mano posata delicatamente sulla nuca, le dita che sfiorano la spalla. Il bacio non è un gesto isolato, è una coreografia. E come ogni buona coreografia, richiede che ogni parte del corpo sia consapevole dell'altra.
Baciare come un esperto: i dettagli che cambiano tutto
Si parla molto del bacio come di uno slancio istintivo, ed è vero. Ma i baci più belli non sono necessariamente i più spontanei. Sono spesso quelli a cui si è pensato, quelli che si sono preparati senza che si veda.
Iniziate dal respiro. Non in senso letterale, ma nel senso del ritmo. Un bacio che inizia troppo in fretta è un bacio fallito ancor prima di cominciare. Avvicinatevi lentamente, lasciate che la distanza si riduca da sola. Quella frazione di secondo in cui le vostre labbra non si toccano ancora, in cui sentite il respiro dell'altro, è già il bacio.
Le labbra morbide non sono un dettaglio estetico. Cambiano letteralmente la sensazione per l'altro. Una bocca secca, contratta, ferma, rompe l'incantesimo. Una bocca morbida e idratata invita a restare. È per questo che Love to Love ha pensato il Love Potion, un gloss sensuale che prepara la bocca tanto quanto la abbellisce, con una texture leggera che svanisce sulle labbra e lascia una sensazione dolce, quasi zuccherata, che invoglia ad andare oltre.
Il contatto visivo appena prima del bacio è spesso sottovalutato. Non chiudete gli occhi troppo presto. Guardate l'altro un secondo in più del solito, quanto basta perché la tensione salga, quanto basta perché il bacio sia atteso. Quel momento sospeso tra lo sguardo e il contatto, è lì che la magia inizia davvero.
E se volete davvero intensificare l'esperienza, esplorare al di là delle labbra, la nuca, il collo, le spalle, è lì che il bacio diventa qualcos'altro. Qualcosa di più profondo, di più carnale. La nostra selezione Sesso Orale è stata pensata esattamente per quei momenti, quando il desiderio supera il bacio e volete che ogni sensazione sia all'altezza del desiderio.
Ciò che sente un uomo quando bacia: i segni che non ingannano
La domanda ritorna spesso, e merita una risposta onesta.
Un uomo che bacia meccanicamente e un uomo che bacia perché è toccato, davvero toccato, non sembrano la stessa cosa. Quando un uomo è presente, pienamente presente, il suo bacio rallenta. Paradossalmente. Come se volesse che il momento durasse, come se avesse paura che fosse l'ultima volta. Torna. Ricomincia. Posa le sue labbra con una sorta di cura.
Le sue mani si muovono diversamente anche loro. Non sono semplicemente posate lì, cercano. Il viso, i capelli, il collo. Come se il bacio da solo non bastasse a contenere ciò che sente.
Gustav Klimt lo ha dipinto nel 1907 con una precisione emotiva turbante. Nel Bacio, l'uomo avvolge la donna, la sua mano tiene il suo viso con una tenerezza che assomiglia quasi alla devozione. Klimt non dipinge un gesto. Dipinge uno stato interiore, quel modo che ha il desiderio amoroso di voler proteggere ciò che tocca. La differenza tra un bacio e un bacio amoroso non risiede nelle labbra. Risiede nell'intenzione che lo precede.

Storia dell'Arte del bacio
Il bacio ha una storia, una storia vera.
Il Kama Sutra, redatto nel quinto secolo avanti Cristo, descriveva già una decina di tipi di baci distinti. I Romani lo classificavano. Il Medioevo ne faceva un atto di omaggio: si baciava la mano del signore, i piedi del papa, le labbra del fidanzato durante le nozze. La Peste Nera nel XIV secolo ha quasi ucciso questo gesto: i medici vietavano ogni contatto buccale, e il bacio è diventato un atto di coraggio. Nel 1923, i soldati americani di ritorno dall'Europa gli hanno dato il suo nome più celebre.
E poi arriva il 1969. Quell'anno, qualcosa cambia in profondità.
Il Maggio del '68 ha scosso le fondamenta. La società francese libera questo gesto da ogni senso di colpa, da ogni vergogna accumulata nel corso dei secoli. Il bacio non è più un atto di ribellione. Diventa finalmente ciò che ha sempre voluto essere: un atto di libertà naturale.
Serge Gainsbourg e Jane Birkin cantano 69 Année Érotique. Il titolo scandalizza, eppure dietro la provocazione c'è qualcosa di più dolce, quasi di più grave: la celebrazione del desiderio assunto, del piacere che non ha più bisogno di giustificarsi.
Il 6 gennaio di quello stesso anno, tre giganti della canzone francese si ritrovano per la prima e unica volta: Brassens, Brel, Ferré. Per ore parlano di poesia, di donne, d'amore. I più grandi poeti della loro generazione riuniti, e ciò di cui parlano è amare.
E Picasso, a 88 anni, dipinge Il Bacio. Volti intrecciati, linee nere su sfondo crema, due esseri i cui contorni si fondono l'uno nell'altro. Gli occhi sono vuoti, nessuno sguardo, solo una fusione totale. Come se, a quell'età, Picasso avesse capito che il bacio non ha più bisogno di essere visto, si sente.

È per questo che abbiamo scelto 1969. Non solo per nostalgia, ma perché quell'anno incarna qualcosa di essenziale, l'amore come arte, il desiderio come libertà, il bacio come linguaggio universale. The Art of Loving, è esattamente questo.
Non inventate nulla, state continuando una tradizione molto, molto antica.
Baciare: ciò che nessuno scrive davvero
Vi hanno insegnato a camminare, a leggere, a guidare, ma nessuno vi ha insegnato a baciare. E forse è un bene, perché il bacio più bello non è quello che si è imparato. È quello che si inventa con l'altro, nell'istante, senza rete di sicurezza.
Ciò che questo articolo vi offre non sono regole. È un modo di comprendere cosa accade quando le vostre labbra toccano quelle dell'altro. Di misurare il peso di questo gesto. Di restituirgli il posto che merita da sempre.
I Romani avevano tre parole per questo. Picasso vi ha dedicato le sue ultime tele. Rousseau ne ha fatto letteratura. Gainsbourg ne ha fatto una canzone scandalosa e tenera allo stesso tempo.
E voi, cosa farete del vostro prossimo bacio?