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Il BDSM come pratica incuriosisce, a volte inquieta, spesso affascina, ma è importante darne una definizione chiara.
Dietro queste quattro lettere, si dispiega un universo: quello di un desiderio codificato, consapevole e infinitamente personale, che può esprimersi in diverse lingue.
Dominazione, sottomissione, legame, controllo, sensazioni intense o delicate… Tutte queste pratiche ruotano attorno alle relazioni di potere.
Il BDSM non designa una singola pratica, ma un insieme di giochi: fisici, psichici, simbolici, fondati su un pilastro comune: il consenso tra i partner.
Questa guida vi invita a comprendere meglio l'universo di questo territorio del piacere, esplorando i vostri desideri con il vostro partner, in piena consapevolezza.
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Cosa significa BDSM?
La parola BDSM è un acronimo che si è imposto a livello internazionale per designare un insieme di pratiche sessuali, erotiche, relazionali e sensoriali, fondate sul consenso, la fiducia, e un'esplorazione codificata del potere, della costrizione o della sensazione.
La definizione francese del BDSM secondo il dizionario comprende: "tutte le pratiche sessuali che coinvolgono il bondage, la dominazione, il sadismo e il masochismo, la sottomissione e le punizioni."
Dietro queste quattro lettere, si trovano in realtà tre binomi complementari tra i praticanti:
B/D: Bondage & Discipline: il corpo è legato, contenuto, guidato, in giochi di controllo e regole condivise.
D/S: Dominazione & Sottomissione (Dom/Sub): una dinamica di potere in cui uno dirige, l'altro segue, in un contratto temporaneo, liberamente definito in una regola.
S/M: Sadismo e Masochismo (Sadism & Masochism): scambi erotici in cui l'intensità, a volte il dolore, diventa fonte di piacere, tanto per chi dà quanto per chi riceve.
Questi termini, di origine inglese, sono oggi utilizzati in tutto il mondo: che si tratti di bondage, di domination, di subspace, di switch, o ancora di impact play (giochi di percussione codificati), il BDSM parla un linguaggio globale ma si pratica in modo personale, intimo, con un contenuto specifico per ogni individuo.
Non si tratta di un atto imposto, ma di un gioco di ruolo preciso, codificato, costruito a due partner (o più).
Alcuni preferiscono la lentezza del bondage, altri la crescente tensione di un frustino durante una sculacciata.
Alcuni cercano di cedere il controllo, altri di esercitare il potere, a volte alternando dominazione e sottomissione, in base a ciascuno.
In ogni caso, il BDSM non ha nulla di una moda o di un capriccio disorganizzato: è una forma di relazione, spesso molto raffinata, che richiede conoscenza, ascolto, preparazione, sicurezza.
Ciò che si gioca qui, nel BDSM, non è la pura trasgressione, ma l'accordo libero attorno a un quadro erotico , a una regola che si decide insieme. Mai senza il consenso libero, consapevole, reversibile di ciascuno nella pratica sessuale.
Da 1969, crediamo che il BDSM sia un universo che offre un'esperienza sessuale, sensuale e potente, a condizione che sia fondata sul rispetto, la fiducia, e un'attenzione rivolta ai minimi segnali del corpo e della parola. È un gioco, una scena che si discute in anticipo per godere di tutte le possibilità che questa pratica offre.
Un po' di storia del BDSM: dal sadomasochismo, alla dominazione-sottomissione, al bondage e alla disciplina….
Il BDSM, così come lo conosciamo oggi, è una definizione e una costruzione recente nella sua storia. Ma le pratiche che comprende — dominazione, costrizione, piacere intenso o ritualizzato — esplorano il potere e attraversano le culture, i secoli, le lingue.
Già nell'Antichità, le rappresentazioni del potere, del sesso e della sofferenza si affiancano negli affreschi, nei miti e in alcuni culti iniziatici.
In Giappone, l'arte del Shibari (bondage estetico) affonda le sue radici nell'Hojojutsu, una tecnica di immobilizzazione dei prigionieri sviluppata già nel XV secolo.
In Europa, è al Marchese de Sade (1740-1814) che si deve uno dei primi corpus letterari in lingua francese che intreccia desiderio, sesso, potere e crudeltà, non senza polemiche né condanne.
Ma è solo nel XX secolo che questi immaginari si organizzano in una cultura BDSM identificata, grazie in particolare ai movimenti queer, sex-positive e SM femministi.
Il BDSM visto dalla psicoanalisi… E poi dalla filosofia
Per lungo tempo, queste pratiche sessuali sono state interpretate attraverso il prisma medico o psicoanalitico.
Sigmund Freud, a cavallo del XX secolo, associa il sadomasochismo a una pulsione di morte repressa, e vi vede un segno di nevrosi.
Una visione contestata in seguito da Gilles Deleuze, in "Présentation de Sacher-Masoch" (1967), che distingue chiaramente il masochismo dal sadismo:
"Il masochismo non è l'opposto, ma il doppio del sadismo."
In Deleuze, il masochista, sottomesso, non ricerca il dolore, ma una forma ritualizzata di perdita del controllo, in un'estetica del contratto, del gioco, della messa in scena.
Questa svolta filosofica volta una pagina e avvia una rilettura del BDSM come linguaggio del potere e struttura relazionale, piuttosto che come patologia.
Il BDSM, una cultura mondiale, scene locali
A partire dagli anni '70, la cultura BDSM si struttura a livello internazionale, in particolare:
Negli Stati Uniti (San Francisco, New York), dove nascono i primi club SM e i manifesti sex-positivi,
In Germania, culla del movimento fetish contemporaneo (berlinese),
In Giappone, dove si sviluppa una scena bondage visiva e codificata attraverso lo shibari,
In Francia, dove l'eredità di Sade incontra gli ambienti libertini e il pensiero post-femminista.
Oggi, il BDSM si declina secondo i codici, le lingue e i valori di ogni paese, ma sempre con la stessa base: il consenso, la sicurezza e la complicità.
Le basi da sapere per iniziare il BDSM
Scoprire il BDSM è come imparare una nuova lingua, un vocabolario sensoriale, corporeo, emotivo, che crea un legame unico tra i partner. Un linguaggio in cui l'ascolto precede il gesto, in cui ogni pratica si fonda su una base fondamentale: la fiducia.
Perché no, non si comincia con uno scudiscio o una corda, è un tutto:
Si comincia con un quadro, una regola, si parla di spazio consensuale, di scena scelta, di etica del gioco.
La scena, o il quadro di un gioco serio nella pratica del BDSM
Nell'universo BDSM, la parola "scena" designa un momento preciso in cui i partner decidono di entrare in un ruolo, in una dinamica.
Non è teatro, è un contratto, anche silenzioso. Uno spazio ritualizzato in cui si esplora, in stato di coscienza.
Prima della scena: ci si scambia, si stabiliscono i limiti, i desideri, le parole di sicurezza.
Dopo la scena: ci si prende cura dell'altro, si ascolta, si rassicura. È l'aftercare, quel momento sospeso in cui si torna a se stessi, insieme.
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I pilastri di un BDSM sano
Che si sia alle prime armi o esperti, tutto inizia con tre punti di riferimento fondamentali:
Safe (sicuro): nessun pericolo reale, né per il corpo né per l'equilibrio mentale.
Sane (sano): ciascuno deve essere lucido, in pieno possesso delle proprie facoltà.
Consensual (consensuale): nulla avviene senza accordo reciproco, reversibile in qualsiasi momento.
Alcune comunità BDSM utilizzano anche il principio RACK (Risk Aware Consensual Kink) per sottolineare che si possono prendere rischi nella propria sessualità purché siano compresi, desiderati, controllati.
Le parole del BDSM: un lessico essenziale
Per evitare malintesi tra le persone, è meglio conoscere alcuni termini comuni:
Dom / Dominante: colui o colei che dirige la scena.
Sub / Sottomesso·a: colui o colei che cede il controllo, in un quadro definito.
d s o d/s acronimo per dominante e sottomesso
Switch: persona capace di alternare i ruoli, secondo i partner o i desideri.
Safeword (parola di sicurezza): parola che interrompe immediatamente la scena in caso di disagio.
Aftercare: momento di cura e di ritorno alla calma dopo una scena.
Hard limits / Soft limits: limiti assoluti (hard) o da esplorare con cautela (soft).
Per gli appassionati o i principianti, i nostri kit BDSM sono pensati per porre le prime basi di una scena. Trovate anche la nostra gamma di accessori BDSM.
Esplorare il BDSM con dolcezza
Siete curiosi di testare una dinamica di potere nell'universo BDSM?
Cominciate dalle sensazioni leggere: una benda per gli occhi, un paio di manette in velluto, un frustino sottile e flessibile.
Non cercate la performance: cercate la qualità del legame, la finezza del dialogo.
Il BDSM non è un'escalation. È un ritmo a due (o più), a volte lento, a volte audace, ma sempre liberamente consensuale.
Da 1969, crediamo che il BDSM non sia né una tendenza né un tabù. È un arte relazionale, un terreno di fiducia, di gioco, di consapevolezza. E la scena più bella… Comincia spesso con una semplice parola: "E tu, cosa ti piacerebbe che esplorassimo?"
I pregiudizi intorno al sadomasochismo
Se oggi è più visibile, il BDSM rimane una pratica ampiamente circondata da fantasie, confusioni e talvolta una certa diffidenza, spesso mal compresa da tutti.
La parola stessa «sadomasochismo» evoca in alcuni il dominio del dolore, della sofferenza, persino della perversione. Ma dietro queste proiezioni si nasconde una realtà ben più ricca, sfumata e profondamente umana.
« Il BDSM è volersi fare del male o farlo all'altro », dominazione e sottomissione
È senza dubbio l'immagine più persistente: quella di un rapporto di forza in cui uno fa soffrire e l'altro individuo accetta tutto.
In realtà, il BDSM non ha nulla a che vedere con la violenza e il dolore subito. Si fonda su una moltitudine di pratiche scelte, guidate, desiderate da entrambe le parti, in cui ciascuno ha voce in capitolo.
Ciò che alcuni chiamano «dolore» è in realtà una stimolazione intensa, codificata, attesa, e sempre inquadrata da regole rigorose: parola di sicurezza, dialogo costante, aftercare. In questo contesto, il dolore è percepito in modo diverso.
Nel BDSM, nulla è imposto. Tutto è costruito in una dinamica di ascolto, rispetto e consenso consapevole.
« Bisogna essere feriti o instabili per amare questo »
A lungo, il sadomasochismo è stato considerato una personalità deviante o una patologia.
Ma la ricerca contemporanea ha profondamente rimesso in discussione questa visione.
Uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine (2013) mostra che i praticanti BDSM presentano profili psicologici altrettanto stabili, anzi più equilibrati rispetto alla media della popolazione: meno ansiosi, più estroversi, con uno stile di attaccamento spesso più sicuro.
Nel 2020, una revisione scientifica condotta dall'università King's College di Londra ha concluso che non esiste alcun legame significativo tra BDSM e disturbi mentali, a condizione che la pratica sia consensuale e inquadrata in un contesto sano.
Il BDSM non è quindi una via di fuga o una compensazione, ma un modo di relazione e di comunicazione sensoriale, come può esserlo la danza, il teatro o lo sport intenso.
« È necessariamente sessuale »
Il BDSM può includere una dimensione sessuale, ma non è un obbligo.
Alcune scene si svolgono vestiti, senza contatto genitale, in una tensione erotica sottile o simbolica. Il piacere può nascere dallo sguardo, dalla parola, dal gioco d'autorità, dalla lentezza di un gesto.
È una coreografia a due (o più) in cui ogni sensazione conta.
« Il BDSM è per i giovani, i gay o gli estremi »
Anche qui, i numeri contraddicono i cliché:
Persone di tutte le età, tutti gli orientamenti, tutte le identità di genere esplorano oggi il BDSM. Alcune scoprono queste pratiche a 20 anni, altre a 50 o 60, nel contesto di una coppia stabile o di una riscoperta di sé.
Nel 2022, uno studio della Cambridge University per l'European Psychiatry mostra che il BDSM è sempre più praticato da coppie eterosessuali o cisgender, in forme dolci e personalizzate, lontane dagli stereotipi veicolati dai film o dalla pornografia.
Perché provare questa pratica sessuale?
Si pensa spesso che il BDSM sia riservato a iniziati, ad ambienti underground o ad amatori di intensità estrema.
In realtà, si rivolge a chiunque sia curioso di esplorare il proprio corpo, i propri limiti, le proprie emozioni, in un contesto sicuro e consensuale.
Che si sia in coppia da vent'anni, single, alle prime armi o già esperti, il BDSM può arricchire la vita intima, la sessualità, con dolcezza o intensità, secondo i desideri. Non è una pratica riservata a un'élite, ma un territorio da appropriarsi al proprio ritmo, con la propria mappa.
Ecco 5 buone ragioni per esplorare questa pratica:
1. Per ravvivare la complicità di coppia
Ad esempio, con il tempo, la sessualità può affievolirsi, ritualizzarsi, perdere spontaneità. Il BDSM introduce una nuova dinamica nello scambio tra le persone: si giocano ruoli, si esplorano scenari, si crea una tensione diversa, a volte solo con una maschera o una voce più grave.
Questa messa in scena BDSM del potere riapre la finestra del dialogo e la presenza nelle proprie relazioni.
2. Per imparare a conoscersi meglio
Provare una pratica BDSM significa anche interrogare il proprio desiderio: cosa mi eccita? Cosa mi disturba? Dove sono i miei limiti, i miei desideri segreti?
È un cammino verso se stessi, attraverso l'altro partner, in una particolare attenzione alle sue reazioni, alle sue sensazioni, a ciò che fa fremere o arretrare.
Molti praticanti parlano di un senso di allineamento più forte con il proprio corpo e le proprie emozioni dopo queste esperienze.
3. Per uscire dalla performance sessuale
In una società che valorizza l'orgasmo, la durata, la virilità o la sottomissione silenziosa durante il sesso, il BDSM propone un altro modello di rapporto sessuale: più lento, più scenografico, più sensuale.
Qui, l'orgasmo non è sempre il fine: il cammino conta quanto la vetta.
Si può godere senza penetrazione, senza nudità, senza ritmo imposto, semplicemente attraverso il potere della tensione, dei linguaggi, dei gesti codificati.
4. Per esplorare la fiducia e il lasciarsi andare
In una scena BDSM ben preparata, ci si abbandona, ma non all'altro: a un quadro.
Si può allora testare la sensazione di lasciarsi andare in modo controllato (per i sottomessi) o quella di responsabilità erotica (per i dominanti).
Sono esperienze ricche sul piano emotivo, a volte persino terapeutiche, poiché permettono di riprendere possesso del proprio corpo in un contesto rassicurante.
5. Perché non c'è età per giocare
Il BDSM non è una questione di età, di genere o di morfologia.
Alcune cominciano a 20 anni, altre a 60. Si possono adattare le pratiche alle proprie capacità fisiche, ai propri desideri del momento, alla propria storia.
L'unica vera condizione è la voglia di scoprire, non di dimostrare nulla.
In cosa consistono i giochi BDSM?
Il BDSM non si riduce ad alcuni accessori o a pratiche estreme. È un linguaggio erotico a tutti gli effetti, con i suoi codici, i suoi ritmi, la sua temporalità propria. Ridefinisce la dinamica del rapporto sessuale, attribuendo un ruolo centrale alla messa in scena, alla tensione psicologica, e soprattutto… Al consenso.
La differenza tra i giochi BDSM e i giochi sessuali "classici"
Nella sessualità cosiddetta «classica», il piacere segue spesso un percorso lineare: eccitazione, penetrazione, orgasmo. Il BDSM, invece, viene a scuotere questa struttura.
Ciò che si ricerca è l'esperienza emotiva: il gioco di potere, la crescita del desiderio, la trasgressione in totale sicurezza.
Qui, la relazione dominante / sottomesso·a (Dom/Sub) sostituisce a volte la reciprocità immediata. Uno guida, l'altro si lascia portare. Questa dinamica, codificata, è scelta, discussa, reversibile. Si fonda sulla fiducia, la comunicazione, l'ascolto dei limiti.
Alcune scene possono essere molto dolci, basate sulla privazione sensoriale o sul controllo, altre più intense, con giochi d'impatto o di costrizione.
Il BDSM non punta necessariamente all'orgasmo. Esplora il potere, il lasciarsi andare, la vulnerabilità, la padronanza. È uno spazio in cui le persone osano, in tutta sicurezza.
Gli accessori ideali per ravvivare i vostri giochi BDSM
Esiste una grande varietà di oggetti e accessori concepiti per arricchire l'esperienza BDSM. Non è necessario possederli tutti: pochi elementi ben scelti bastano ad aprire un mondo di nuove sensazioni.
Ecco alcuni suggerimenti, selezionati per la loro estetica, la sicurezza d'uso e la versatilità:
Una benda o una maschera per BDSM per privare un senso e rivelarne altri: bendando gli occhi, si moltiplica l'immaginario, l'ascolto, il brivido.
Un paio di manette per BDSM o di legami in tessuto: per immobilizzare senza ferire, creare tensione, giocare sul contrasto tra abbandono e controllo.
Una frusta, un paddle o i nostri frustini: per esplorare i giochi d'impatto con materiali e sensazioni diverse.
Un outfit per una serata BDSM: per entrare in un personaggio, interpretare un ruolo, ritualizzare lo scambio.
Un plug o un cockring per accentuare la stimolazione durante l'atto, giocare con la dilatazione, ritardare l'orgasmo. Scoprite la nostra selezione di sextoy appositamente per il BDSM.
Come sapere se sono pronta a testare il BDSM?
Non esiste né un profilo tipo, né un'età ideale, né un livello da raggiungere per interessarsi al BDSM. Ma alcuni segnali possono indicare un desiderio di esplorazione:
Siete in una relazione stabile, ma la routine ha smussato la complicità. Cercate di rilanciare il desiderio, di introdurre il gioco, il brivido, la sorpresa.
Avete fantasie legate alla dominazione, alla sottomissione, al controllo, anche vaghe, anche mai espresse.
Siete attratte dall'idea di sentire in modo diverso, di uscire dagli scenari abituali, di (ri)scoprire il vostro corpo e quello dell'altro.
Avete voglia di una sessualità più consapevole, fondata sulla parola, la fiducia, l'ascolto reciproco, la regola.
Ma soprattutto, siete pronte a rispettare un quadro chiaro, definito tra le persone coinvolte, in cui ogni scena si fonda su un consenso libero, reciproco, reversibile, senza ambiguità né pressione tra i partner.
Il BDSM non è una performance. È un dialogo erotico, un gioco di ruoli, una tensione scelta.
Se l'idea vi incuriosisce, vi risveglia o vi interroga… Allora forse è già un primo passo.
Da 1969, crediamo che il desiderio non segua una regola. Si inventa nella curiosità, nell'ascolto e nella libertà condivisa tra i partner.
FAQ su cosa sia il BDSM
Da sempre, la poesia canta il desiderio attraverso i sensi.E se anche noi reimparassimo ad amare con la pelle, i profumi, i suoni e i brividi?Un articolo che esplora il ruolo del sensoriale nel legame amoroso, e come i nostri accessori possono riattivare la memoria del piacere.
Nata nel luglio 1969, l'anno in cui l'umanità ha posato il piede sulla Luna, Nathalie non immaginava che la propria esplorazione intima sarebbe cominciata decenni più tardi. A 56 anni, dopo una vita dedicata alla famiglia, un semplice regalo di amiche apre la porta a una scoperta inattesa: quella del proprio piacere.
Accade che, in due, il silenzio prenda più spazio delle parole.La noia non è assenza d'amore: è a volte il linguaggio di un desiderio che si è addormentato.Come riconoscerlo, comprenderlo e restituirgli respiro?